Carta dei servizi

Anche l'U.N.I.Vo.C. vuol darsi, dunque, una Carta dei Servizi, uniformandosi alla neo trasparenza delle Amministrazioni pubbliche e private ed offrendo all'utenza un'adeguata informazione.

Il cuore delle Sezioni provinciali dell'U.N.I.Vo.C. Ë costituito dal Centro Servizi.
Si tratta di un vero e proprio centralino di raccolta delle richieste degli utenti, di coordinamento degli interventi e di smistamento delle missioni da eseguire.
Esso diventa, pertanto, il Centro nevralgico dell'associazione e al tempo stesso, il punto di incontro tra gli utenti e i volontari.

Il Centro Servizi registra tutte le richieste di prestazioni dei volontari, sia per assegnare il volontario, sia per autorizzare l'abbinamento diretto scaturito dall'intesa tra utente e volontario (per conoscenza interpersonale, per affinità, per "adozione").
In ogni caso nessuna missione può essere valida se non autorizzata preventivamente dal Centro Servizi ai fini del coordinamento, della registrazione e conseguente copertura assicurativa. E' compito anche del Centro Servizi:

  • Il reclutamento dei nuovi volontari
  • La loro formazione
  • Il loro aggiornamento periodico

Al Centro Servizi, con i Dirigenti provinciali dell'Associazione operano i volontari che abbiano versatilità organizzativa e attitudine all'espletamento degli adempimenti burocratici.

Una delle critiche più sentite che viene fatta all'U.N.I.Vo.C. è quella di un impianto amministrativo-contabile e organizzativo-burocratico troppo cartaceo e poco snello.
Al riguardo, vanno tenute presenti due considerazioni:tale impianto Ë solo iniziale, richiedendo in seguito adempimenti molto sbrigativi; una buona organizzazione deve avere le carte in regola per presentarsi in termini competitivi e di correttezza amministrativa all'appuntamento con le Regioni e con le Convenzioni, dove saranno selezionate tutte quelle micro Associazioni di insignificanza sociale ovvero di pseudo volontariato, che oggi si affacciano sullo scenario sociale.

Per la formazione dei volontari sarà importante servirsi di esperti che conoscano a fondo la realtà ed i problemi dei ciechi e degli ipovedenti (meglio se sono portatori dell'handicap).

Anche il contributo professionale di persone particolarmente versate nel sociale e nella cultura della solidarietà (tiflologo, psicologo, sociologo, assistente sociale, operatore di orientamento e mobilità e quant'altri possano risultare utili in questo settore) potranno dare utilissimi consigli pratici e inquadramenti formativi, trasformando il volontario, dalla situazione iniziale di spontaneismo ad una progressiva consapevolezza e responsabilità dei compiti che liberamente si assume.

L'incontro con i nuovi volontari, dopo colloqui attitudinali e chiarificatori sulle finalità dell'U.N.I.Vo.C. e i connotati specifici dell'handicap visivo, dovranno concretizzarsi in veri e propri corsi di formazione (brevi stages di fine settimana) di una sufficiente quantità di ore: sia per l'informazione e la formazione, sia per il dibattito sulla casistica e l'esemplificazione pratica dei comportamenti con il cieco.

Al corso vanno pertanto associate anche ore di vero e proprio tirocinio con ciechi disponibili e con volontari già da tempo avviati ai servizi della associazione.

L'aggiornamento periodico, oltre a favorire l'incontro tra i volontari, potrà ridimensionare in termini correttivi possibili devianze, rendendo parimenti omogeneo l'intervento del Gruppo.

Per il reclutamento dei volontari si potranno utilizzare: le conoscenze personali dei soci e degli utenti, i mass media, le collaborazioni con gli operatori sociali,† le altre Associazioni di volontariato, gli Enti Locali e le Parrocchie.

Chiarito statutariamente che le funzioni dell'U.N.I.Vo.C.† sono integrative e non sostitutive dei servizi dovuti ai ciechi e agli ipovedenti da parte degli Enti Locali, oggi, più che mai, vige l'obbligo morale della surroga delle inadempienze di detti pubblici servizi sia per latitanza, sia per impossibilità di disporre di sufficienti mezzi economici o di operatori.
In tal senso Ë ovvio che l'U.N.I.Vo.C. deve intervenire per promuovere iniziative concrete a garanzia della qualità della vita.

Resta, infine, da considerare una distinzione formale tra i volontari: coloro che operano sul campo e cioè danno servizi specifici agli Utenti e coloro che offrono il loro sostegno con prestazioni professionali o con l'attivazione di pubbliche relazioni che giovino alla vitalità dell'associazione.

Entrambi sono essenziali per la realizzazione dei servizi.

Un'altro aspetto su cui spesso ci si interroga, è relativo alla proporzione nell'U.N.I.Vo.C.† tra volontari vedenti e ciechi.
Ovviamente, non esiste regola alcuna che codifichi tale proporzione.
Le necessità operative ed il buon senso debbono suggerire entro quali termini limitare nell'U.N.I.Vo.C.† la presenza dei ciechi, che sono prevalentemente volontari di sostegno e promotori dell'associazione.
L'apertura al mondo dei vedenti è certamente il connotato innovativo più importante, perciò nelle responsabilità dirigenziali è fondamentale il coinvolgimento diretto dei† volontari vedenti.

In conclusione si suggeriscono alcune attività che crediamo più consone alle diverse situazioni, tenendo presente comunque che l'individualità dell'utente e la creatività del volontario devono essere il criterio di flessibilità necessaria per soddisfare i bisogni e le aspirazioni dei fruitori dei servizi.

Si possono proporre:

a) Attività individualizzate a domicilio:

  • letture del quotidiano e scambio di opinioni sui fatti di attualità;
  • cruciverba, rebus, sciarade, enigmistica;
  • passeggiate;corrispondenza ai parenti e agli amici;
  • trascriviamo le nostre memorie: diario di una vita;
  • movimenti di snodo dello scheletro;
  • orientamento e mobilità;
  • piante, animali, giardino, orto;
  • ergoterapia (artigianato artistico);
  • il compleanno con gli inviti;
  • gioco delle carte con segni di riconoscimento;
  • a teatro;
  • i problemi della mia casa;
  • al Centro per tutte le attivit‡ di gruppo;†disbrigo pratiche accompagnamento per ogni necessità personale;

b) Attività comunitarie al Centro Sociale, al Centro Diurno, al Circolo ricreativo, negli Istituti e nelle Case di Riposo:

  • letture di libri e giornali con discussioni;
  • letture dei libretti delle opere liriche prima della loro audizione discografica ovvero in videocassetta su maxi schermo;
  • cruciverba, rebus, sciarade, enigmistica;
  • passeggiate;
  • gite con pranzo in trattorie tipiche;
  • visite guidate alle tradizioni o alle Chiese con illustrazione della loro storia;
  • soggiorni vacanze organizzate;
  • tombola con i Volontari;
  • lezioni di canti liturgici e folkloristici;
  • ascolto musica, radio, registratore;
  • film e TV su maxi schermo;
  • il cieco racconta:
    • ricette
    • memorie
    • testimonianze
    • folklore
    • consigli pratici
    • proverbi
    • saggezze
    • esperienze del fai da te
    • il passato vissuto
    • le tradizioni
  • ballo e feste con gli operatori;
  • piante, animali, giardino, orto;
  • ergoterapia (artigianato artistico);
  • il Musichiere e Microfono d'Argento;
  • il compleanno;
  • una fisarmonica per una merenda in allegria;
  • tornei di carte con segni di riconoscimento;
  • a teatro;
  • assemblea con gli amministratori e con gli esperti: confronto liberatorio;
  • incontri zonali periodici;
  • all'Università della Terza Età;
  • le Sagre del Paese;
  • uscite al bar, in gelateria e in pizzeria a piccoli gruppi;
  • concerti e conferenze aperti al territorio;
  • feste con i parenti;
  • personalizzazione degli spazi individuali;
  • Festa dei Nonni del Paese;

c) Attivit‡ di sostegno alle strutture ed ai dirigenti UICI:

  • aiuto al personale delle sezioni UICI per il disbrigo dei compiti d'ufficio;
  • aiuto ai dirigenti UICI per l'espletamento dei compiti connessi alla carica;
  • disbrigo dei compiti specifici commissionati di volta in volta dai dirigenti UICI

d) Sostegno all'attività associativa:

  • disbrigo di pratiche amministrative e tenuta delle scritture associative;
  • pubbliche relazioni, contatti telefonici e gestione del Centro Servizi